Il cinema degli effetti e l’epica

Sarebbe inutile fissare la critica sulla carenza della trama o sulla mancata aderenza al mito. Nessuno è obbligato a seguire fedelmente tradizioni passate, sfruttabili anche solo per dare un contesto noto a tutti ma ancora in grado di affascinare.
Questo è lo sfondo mitico in cui si colloca “Immortals”. Come altri film precedenti, quali “300”, qui il lavoro di postproduzione è teso a creare un effetto pittoresco suggestivo per aumentarne l’impatto visivo. Ogni effetto speciale e trucco è utilizzato per un solo scopo: aumentare il senso dell’epico. E’ questo sentimento che giustifica il film, che tiene incollato lo spettatore e gli fa ripetere 300 volte una stupida frase senza senso una volta tornato a casa. Il contrasto della battaglia fra Bene e Male, la musica epica, la minaccia di un fato nemico ed ineluttabile, l’umano che compie atti disumani per portare a termine la sua missione. Tutto questo miscuglio di sitazioni nette e drammatiche aumenta in questo genere più che in altri il senso di dominio sullo spettatore, che assiste ad eventi grandiosi.
“Immortals”, “300”, “Scontro fra Titani”, “Avatar” ed altri indimenticabili come “Salvate il soldato Ryan”, accumunati dallo stesso modo di rendere la guerra e di giustificarla. Solo che adesso i film fantastici lo fanno meglio. Il giochetto del “noi contro di loro” alla Tea Party che sprona nel discorso finale gli uomini al sacrificio, l’esaltazione dell’epico in un conflitto, la sequenza rapida e coinvolgente, uomini duri e puri affetti da machismo, tutto per dire che la guerra giusta esiste ed è bella. Molto bella. Forse agli antichi greci sarebbe piaciuto un simile spettacolo, magari un po’ infastiditi da certe idee blasfeme come la guerra agli dei, ma il resto può andare. Così va per noi, che giustifichiamo i messaggi ambientalisti e di amore di Avatar, dimenticando sangue e morte, il negro cattivo di 300 che guarda caso è anche un po’ queer ed i discorsi da pastore protestante dell’eroe di turno. Invece di essere seduti nel cinema, siamo seduti in una chiesa prefabbricata mentre un signore anziano col dito puntato urla che è giusto. Allo stesso modo nessuno guarda film come “E johnny prese il fucile” perché è una noia infinita.
Noi contro di loro, così penseremo bombardando l’Iran.

P.s. per chi non sapesse: l’arco di Teseo è un banalissimo arco-scuola produzione seriale con ancora l’asta di plastica per il mirino. Camuffarlo di paillettes dorate non basta. E poi si parla di attenzione ai dettagli…

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