Ecco, direi che forse è un po’ troppo

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Archiviato in Attualità, Milano

7 risposte a “Ecco, direi che forse è un po’ troppo

  1. “Le radici culturali della violenza sulla donna rintracciabili nella pubblicità stradale”.. Ogni battaglia per una lettura consapevole di ciò che abbiamo intorno ben venga, ma credo che le radici della violenza sulle donne affondino più lontano. Credo anche che l’autore abbia una tesi a priori e un’impostazione inconsapevolmente fascista. Non scriverò qui un poema sul come e il perchè (quelli potreste per es. trovarli nel libro “La libertà delle donne. Contro il femminismo moralista” di Valeria Ottonelli). Mi limito a dire che i comitati per l’abolizione del vizio e la promozione della virtù li fanno gli integralisti religiosi. E che era più violenta, maschilista e repressiva contro le donne la società presessantottina. Durante quegli anni le battaglie femministe hanno guadagnato alle donne, in realtà alla società intera, le libertà che vengono esercitate ancora oggi anche per andare in giro mezze nude, prestarsi a calendari pornografici, o a campagne pubblicitarie osè.

    P.S. Nella galleria A ha incluso anche il manifesto della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.. (mah!)

    • Immaginavo che avresti risposto in questo modo, ma infondo, se ci pensi, lasciando stare la potenza retorica di un lavoro simile, le ideologie di partenza di questa persona e ciò che ha scritto nel libro che non ho letto, le donne d’oggi hanno ereditato solo libertà dimezzate. Possono uscire mezze nude, possono fare le letterine, possono divorziare e guadagnarci o salvarsi il nome dicendosi stuprate, ma saranno sempre viste come “puttane”, lavoratrici da pagare di meno, persona da licenziare perché comportano ferie per maternità ed altri fastidi. La parità in casa e nella società è ancora lontana, e questo mondo fatto di bellezze erotiche perfette, sponsorizzanti cose che neanche le riguardano, rientra nel sistema viziato che mantiene la donna quello che era.
      Facendo un elenco schematico, quanto è davvero cambiato?

      • Una volta era impensabile usare anche solo un costume a due pezzi in spiaggia. O era scandalosa la convivenza. Per non parlare di un figlio fuori dal matrimonio (come me:-) Oggi si fa educazione sessuale nelle scuole, si distribuiscono preservativi e si fanno pubblicità progresso su come si usano. Credo che questo possa dare il polso della situazione. Oggi alcune cose non sono più oggetto di riprovazione sociale o lo sono molto meno.. Oggi è normale che una donna vada all’università, che lavori e faccia carriera. Esistono leggi come il congedo di maternità. E anche se ci sono dei problemi, perchè le donne sono pagate o promosse meno, la frontiera si è comunque spostata infinitamente più avanti. Qualcosa è cambiato e penso sia cambiato grazie alla maggiore libertà. Inoltre non è che adesso uno abbia davanti solo quelle donne lì: vai in giro e vedi benissimo che il 99% delle donne non è una modella, non gira con le tette di fuori, non porta la taglia 40, non ha 20 anni per sempre, etc.. Infine mi chiedo: come togli quelle immagini dai manifesti? o convinci tutte le donne che è meglio se non ci si prestino o devi proibirgli di farlo. Per me quest’ultima sarebbe una scelta verso una società repressiva, proibizionista e moralista. Le donne esercitano da sole le proprie libertà come credono, e scelgono da sole se spogliarsi o meno, così come con chi andare a letto, come, quando e perchè. Se uno le rispetta deve rispettarne le decisioni anche se non le condivide. Vero è che subiscono delle pressioni dall’esterno verso l’omologazione a certi modelli, ma la capacità di essere autonomi e non assimilare passivamente le norme sociali, non può essere data dall’alto. Ciascuno di noi deve cercare di svilupparla. Starebbe alla cultura, alla scuola, ai giornali, agli scrittori, agli artisti, etc.. aiutarci a diventare più consapevoli (e in questo senso apprezzo il lavoro di questo fotografo) e quindi più liberi. Ma se siamo liberi poi ciascuno deve autodeterminarsi. Le mie scelte sono le mie scelte non la verità. Le posso condividere, spiegare, discutere, non imporre. Altrimenti sì che sono violento, sulle donne o chi per esse.

  2. Nessuno parla di vietare ed imporre simili scelte. Occorrono maggiore consapevolezza e leggi migliori per tutelare. Il cambiamento deve essere quindi culturale e legale, in modo da raggiungere i livelli europei, senza vergognarci del numero di violenze private, di chi fa carriera in parlamento per “doti” evidenti, delle percentuali sempre negative… In quel momento la scelta sarà davvero individuale nonostante spinte sempre presenti e la vista una donna nuda per una pubblicità di lassativi non sarà più così problematica.

  3. http://blog.panorama.it/politicamentescorretta/2012/09/10/si-chiama-morgane-la-leader-francese-pro-porno-pro-sex-pro-pute/

    Come evitare di postare qui questo articolo..? esistono in qualche modo due femminismi evidentemente.. uno di stile “libertario”, un po’ hippie, e uno un po’ più moralista. La cosa strana è che il primo, lo vedresti bene a sinistra ed è sostenuto dalle femministe liberali, mentre il secondo ti parrebbe conservatore e puritano e invece lo portano in piazza le Concite De Gregorio.. boh!

    • Direi piani diversi. Non si tratta di moralisti o puttane, si tratta di morali diverse, perché non è possibile vivere senza. Lo stereotipo della modella si accorda perfettamente a quello in cui le prostitute esistono ma non si devono nemmeno nominare perché fanno schifo. Poi duemila ragazze si comportano come prostitute per diventare famose o politiche, ma fa niente…

      • Una cosa mi colpisce.. In Italia si è creata una confusione: siccome Berlusconi faceva le orge il famminismo più “moralista”, quello che pensa che morale sia una volta capito cos’è Bene e cos’è Giusto, imporrre questa Giustizia, e che la libertà sia solo una scusa, un ostacolo, un modo di continuare a sottrarsi a ciò che è giusto e morale, si è messo sul fronte antiberlusconiano, mischinadosi alla sinistra. Invece una parte di femminismo più irriverente, antiautoritario, libertario, libertino, convinto che ciò che conta sia la libertà, perchè la Giustizia nessuno la possiede e nessuno la può imporre, e che nella libertà tutti abbiano pari dignità e diritto di autodeterminarsi, anche in modi che possono apparire sciocchi, volgari, discutibili, etc.. si è trovata “berlusconiana”. (Anche l’articolo che ho postato è uscito su Panorama e la sua autrice collabora col Giornale) Ma questa divisione io la trovo strana perchè il primo tipo di femminismo lo vedo reazionario, conservatore, magari anche cattolico, il secondo lo vedo hippie, antiautoritario, sessantottino, provocatorio, rivoluzionario.. voglio dire la divisione Berlusconi sì /no ha soppiantato ogni categoria esistente. In piazza nella manifestazione “Se non ora quando” c’erano Flavia Perina e Concita de Gregorio insieme.. una comunista e l’altra fascista.. entrambe antiberlusconiane.. ma è normale?

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