Archivi categoria: Attualità

Termini ricercati nei motori di ricerca

In che modo ci potete trovare:

porno giratis
natale horror
la fotografia è come una barzelletta
bagno turco erezione
servitas commedia dell’arte
plankton melodia
vinvitori concorso leica
Робер Демаши
trio di animali
concorso leica?vincitori?
plancton sorriso
una bara per monti
fantascienza film fatto con immagini statiche
mi sex
nuda vicino al gatto
film horror senza scene schifose
immagini d amore animate
salvate il soldato ryan tramonto
bombardare iran
danza nudi dante
concorco leica vincitori
l’alba delle scimmie dementi
effetto film “300”
merda e piscio in faccia racconti erotici
monti mario con in braccio un bambino
non rubare… se non e’ strettamente necessario
fattorino milano
viso sfigurarato dal graffi di gatto
ricchioni al cinema porno
quando ci si vestiva da marinaretti
finocchi nei cessi al cinema porno
pilastri r2p
negozio doppelganger zona via cola di rienzo roma
donna che cammina edward weston
piglet squid
grillo ha una scula di vero teatro e grande comicitacontenutistica
come fu organizzato l’ assemblea dei cittadini borghesi yahoo
piccoli borghesi del cazzo

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Satana ed il suo inferno

E’ meglio regnare all’inferno che servire in paradiso.

Questa è la frase di chi ha scelto,Citazione di Milton:  anche se così è condannato. La ribellione non è più semplice atto di vanità, ma il tentativo di affermazione, perché essere angeli vuol dire non aver diritto di scelta come semplice estensione del volere divino. Satana si oppone ed afferma la propria dignità. Eppure egli non fa altro che compiere il volere divino, semplicemente in un modo differente:  dopo diluvi universali, città incendiate, giustificazioni di crimini e massacri perpetrati dal popolo prediletto, c’era il bisogno di una figura più cattiva di lui. Un po’ come gli USA e i terroristi.

Così Lucifero si oppone, come uno stolto, e realizza il destino del suo nuovo nome, Satana, “colui che si oppone”. Un nome adatto, questo, per rappresentare le divinità dei popoli ostili ad Israele, poi sconfitte ed assorbite nella religione.

Insomma un destino piuttosto ironico anche per il Principe delle tenebre di Milton, che ha più il gusto dell’eterno, perdente cattivo di fumetti e fiabe.

Oltre a questo, alla fama di grande ingannatore del genere umano, come lo vuole la tradizione postuma, tentatore di Eva, è l’esecutore della punizione divina, l’incubo dei peccaminosi. Coloro che hanno goduto di una vita di peccati bruceranno fra le fiamme, mentre verranno trafitti dal tradizionale forcone. In tal modo si può sopportare una vita di stenti, sapendo che la giustizia, un’invenzione umana, possa estendersi al di là del dominio terrestre e colpire colore che erano troppo potenti per subirne le conseguenze in vita.

Per concludere, visto che magari non l’avete capito, chi crede in Satana o nell’inferno è uno sfigato. Come anche negli USA e nei terroristi islamici.

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Fede, Letteratura

Ecco, direi che forse è un po’ troppo

http://www.ilmaestrodellupocattivo.it/lc/

7 commenti

Archiviato in Attualità, Milano

Deleted scenes: the backstage of [ a Nuclear Disaster ]

Il “backstage” è stato uno spasso, quindi, merita un album tutto per se.

View also Egon Hill

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di VaioPlease respect my work.

© All rights reserved Francesca Di Vaio

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

[ a Nuclear Disaster ]

© All rights reserved Francesca Di Vaio

Questo è progetto che ho sempre sognato di fare.
E’ una storia, un “Cosa succederebbe dopo un esplosione nucleare?“, e ho finalmente trovato la location perfetta in una fabbrica abbandonata.
Quando ero piccola ci fu un terribile incidente nell’autostrada vicino casa mia, e vidi un’enorme esplosione, come un fungo nucleare.
Mi scioccò, ma nello stesso tempo mi affascinò.

***

This is a project I’ve always dreamed about.
It is a story, an “How will it be after a Nuclear Explosion“, and I’ve finally found the perfect location in an abandoned warehouse..
When I was just a little girl (I asked my mother, what will I be.. ehm, no, ok) there was a terrible incident in the motorway near my home, and I saw a big explosion, like a nuclear mushroom.
It shocked me, but both it charmed me.

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

© All rights reserved Francesca Di Vaio

Models:
Alice Colombo
Egon Reboldi

Please respect my work.
© All rights reserved Francesca Di Vaio

You can also find these set on Flickr

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

MISTERO

Insetti Zombie

L’ Ophiocordyceps unilateralis (di cui ne sono state scoperte quattro specie diverse) è un fungo in grado di controllare la mente degli insetti. Prendendo possesso del cervello dell’ospite, il fungo induce l’insetto a portarlo in luoghi adatti alla sua sopravvivenza. Tra i quattro tipi di funghi, c’è chi crea un piccolo rametto che infetta gli insetti passanti e chi applica piccole spore esplosive sull’ospite, colpendo chi gli si avvicina.  La formica infettata dall’ Ophiocordyceps camponoti-balzani morde qualunque cosa su cui si trovi, così da ancorarsi saldamente all’habitat perfetto per il fungo (può succedere però che la formica morda un’altra formica morta, con conseguente morte anche del fungo). Consumando prima la parte interna dell’ospite, dopo due giorni dalla sua morte, dalla testa dell’insetto cominciano ad uscire piccole ramificazioni, diverse per ogni specie di Ophiocordyceps. “I funghi di questo genere sono il prodotto di un’interazione estremamente evoluta fra ospite e parassita,” spiega David Hughes, entomologo della Penn State University, “il che da luogo a un rapporto talmente specialistico che se si estingue l’ospite, anche per il fungo non c’è più modo di sopravvivere”.

Turritopsis nutricola, la Medusa Immortale

La Turritopsis nutricula è una minuscola medusa in grado di  tornare allo stadio di polipo, ovvero lo stato immaturo, attraverso la transdifferenziazione. Tramite questo processo l’animale trasforma le cellule  non staminali in un tipo differente di cellule più “giovani”. Differentemente da molti altri animali che usano questo processo per rigenerare solo alcuni organi, la Turritopsis nutricula è l’unico essere vivente a trasformare l’intero corpo.

Cetrioli di Mare

Della famiglia delle Holothurie, ne esistono quattro tipi diversi: Holothuria forskali, Holothuria poli, Holothuria tubulosa, Holothuria sanctori A seconda degli stimoli esterni, può cambiare le proprietà del tessuto connettivo della sua pelle, fortificandosi o ammorbidendosi. Ma forse la caratteristica più peculiare di questo animale è che respira dal posteriore.

Animali che vivono senza ossigeno (ancora senza nome) 

Una scoperta tutta italiana. Ancora senza nome, sono stati individuati tre organismi multicellulari della famiglia delle Loricifere, prive di ossigeno e piene di solfuri velenosi, a 3mila metri di profondità, a largo delle coste di Cipro. Roberto Danovaro, professore all’Università Politecnica delle Marche, ed il suo team hanno scoperto che al posto dei mitocondri hanno un organo chiamato idrogenosoma, che produce energia attraverso una reazione enzimatica. “Questa scoperta“, spiega il professore “suggerisce che non esiste un ambiente impossibile per la vita, neanche negli ecosistemi piu’ estremi della Terra. Cio’ potrebbe aprire orizzonti nuovi anche per l’astro-biologia, perche’ ci permette di pensare con maggior fiducia alla possibilita’ di vita animale anche in ambienti extraterrestri“.

E per ultimo, ma non meno importante, il calamaro che sorride!

Gary Florin ha  rubato un sorriso a questo buffo esemplare di Helicocranchia pfefferi, al Cabrillo Marine Aquarium di San Pedro (Califronia). Di questo simpatico esserino, grande quanto un arancia, non si conosce molto: gli esperti dell’acquario dicono abiti le zone più basse degli oceani, facendosi luce con due organi bioluminescenti posti dietro agli occhi.

6 commenti

Archiviato in Attualità

Grillo, il messia. Un altro!?

Forse è vero quello che ha detto un mio amico: quando è stato sbattuto fuori per una battuta di troppo, si è incattivito. Dal giorno del famoso V-day è ritornato e cerca vendetta. Una visione più semplice del famoso personaggio della rete di quello che vedono certi dietrologisti, dove il comico-politico è impegnato a sovvertire l’ordine mondiale, pedina della Casaleggio, mano invisibile della massoneria marchio Rothchild.

In ogni caso è un dato di fatto che il team dietro Grillo faccia un ottimo lavoro ed il comico accresca i successi. Ad ogni discorso ripete la sceneggiata dichiarandosi l’unica scelta in una realtà di corrotti, magari chiudendo il discorso buttandosi con un canotto nel bagno di folla (non più metafora del successo). Lui è l’unico pulito, il fulcro del movimento, il burattinaio, ed è amato da tutti. Ricorda qualcosa?

Grillo usa un copione vecchio, recita come personaggio dominante ed alimenta il fuoco del risentimento. E’ un po’ la storia dell’Italia, delle sue eterne spaccature, mai sanate perché è sempre più comodo sfruttarle per muovere la gente affamata. Perché non è vero che quando scoppia la crisi la gente si ribella e lotta per la giustizia, è proprio nella crisi che l’istinto prende il sopravvento.

Cos’è Grillo davvero? Di certo risulta strano o buffo discutere con un grillino e stabilire con estrema facilità un confronto con questi ed un berlusconiano qualsiasi. Non importa, infondo, di quali parole riempi il discorso, alla fine l’italiano amerà sempre il suo Padre e la sua religione. Credere senza riserve e combattere fino alla fine l’altro, direi che questo ci rende italiani da Sud a Nord.

3 commenti

Archiviato in Attualità, l'Italia che verrà

Piombo umanitario

Dallo Statuto delle Nazioni Unite.
Preambolo:
“NOI, POPOLI DELLE NAZIONI UNITE, DECISI (…) ad assicurare, mediante l’accettazione di principi e l’istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell’interesse comune,”
Capitolo I, art. 1.2:
“Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-decisione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale;”
Lo scorso agosto, sessantacinque anni dopo, Edward Luck, Consulente speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato all’Assemblea Generale: “Non possiamo aspettare cattive notizie, se le opzioni sono limitate e di cattivo auspicio, e il costo in vite umane in aumento, per produrre una risposta effettiva. Come ricorderete, il Segretario Generale si è già espresso a favore di un ‘intervento rapido e flessibile, su misura per ogni singola circostanza.’ Dovremo intervenire e studiare ogni situazione tempestivamente.”
Oggi, il cuore del mio messaggio è semplice: dobbiamo evitare approcci meccanicisti, semplicistici e basati su precedenti comportamenti, a favore di allerta tempestivi, organizzazioni e azioni rapide.

Cos’è successo?
È successo R2P. Responsibility to Protect è una pericolosa filosofia, una violenta norma, che autorizza l’uso della forza da parte di potenze “buone” in caso di “mancata buonezza” da parte di forze meno influenti.
Responsibility to Protect è basata su tre pilastri:
1. Uno Stato ha la responsabilità di proteggere la propria popolazione da genocidi, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e atrocità di massa.
2. Se uno Stato non è in grado di proteggere la popolazione da solo, la comunità internazionale ha la responsabilità di assistere lo stato aumentandone la capacità. Questo significa costruire strutture per intervento immediato, mediare conflitti tra i diversi partiti politici, fortificare il settore della sicurezza, mobilizzare le forze di stanza, e molte altre azioni.
3. Se uno Stato sta chiaramente fallendo a proteggere i propri cittadini da atrocità di massa e misure di pace non stanno funzionando, la comunità interazionale ha la responsabilità di intervenire prima diplomaticamente, poi piú coercitivamente, e come ultima risorsa, con forza militare.
Avvolta in lucida carta umanitaria, R2P è una proposta per un colonialismo del ventunesimo secolo.

Sono svariate le organizzazioni che dentro e fuori l’ONU lavorano perché Responsibility to Protect diventi una norma accettata e praticata. In maniera molto conveniente vengono presentati numerosi case study che dimostrano come R2P avrebbe risparmiato vite, avrebbe risparmiato guerre.
Probabilmente è anche vero.
Ma qual è il prezzo? E, a prescindere, è giusto che un’organismo si arroghi il diritto di liberare un popolo straniero dal loro straniero tiranno?
In Italia, sessant’anni fa, è caduto un tiranno. Indubbiamente con l’aiuto degli Stati Uniti, indubbiamente per mano degli italiani. È il vecchio adagio dell’autodeterminazione dei popoli, quello così importante da essere immediatamente ricordato nel Preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite.
L’ONU non è mai stato un organismo di pace semplice, e per l’articolo 43.1 tutti gli Stati membri sono tenuti a fornire le proprie forze armate all’agenda dell’organizzazione. Ma lo Statuto è datato, figlio di un periodo storico che aveva appena affrontato la più grande guerra di sempre. L’obbiettivo era creare un’organismo forte, autorevole. La Società delle Nazioni si era dimostrata poco piú che un circolo di golf. Il mondo aveva bisogno di una nuova forza, un agente di speranza. Per il 1945, che esistesse un’ente forte, internazionale e internazionalista, dedicato al conseguimento della “Pace universale” era un sogno.

Ma la guerra è la più efficace delle politiche estere, la pietra angolare dell’economia della più grande potenza mondiale. Quando una guerra non c’è, si trova qualcosa che si possa chiamare guerra. Conclusa la seconda Guerra mondiale fu il turno della Guerra fredda, uno scontro di pubbliche relazioni, minacce, marchette e missili durato decenni. Solo pochi anni di fiato, perché scoppiasse la Guerra al Terrore, un’intelligente brand per due invasioni, la prima motivata da interessi politici, la seconda da fini economici personali.
La Pace universale suona bene, ma il mondo non gira in tempo di pace. L’ONU si sta adattando.

L’ONU, grazie al diritto di veto dei P5, non è un’organizzazione in grado di prendere decisioni rapide o sconsiderate. L’adozione della filosofia Responsibility to Protect e la lenta transizione da ente per la pace a ente militare internazionale non può cambiarne la natura rigorosa e non–interventista. Per ora.
Non è possibile prevedere quanto sarà profonda la trasformazione che attende le Nazioni Unite, così auspicata da Kofi Annan e lentamente in corso di realizzazione con Ban Ki–moon.
Non è chiaro se questa trasformazione sia frutto di una piú reale realpolitik o sia figlia di una seconda, segreta, agenda.
Non sembrano nefaste le intenzioni dei sostenitori della Responsabilità di Proteggere. Ma “protezione, democrazia, libertà” sono sempre state le parole preferite dai conquistatori.

Alessandro Massone

 

Le parole di Edward Luck

Collegamento a Global Centre for the Responsibility to protect e International Coalition for the Responsibility to protect

5 commenti

Archiviato in Attualità

Follie preferenziali

Continuano i pestaggi in ogni regione d’Italia, perché i motivi sono tanti. Dalle nuove infrastrutture ai soliti tagli. Cariche di polizia, azioni di blackblok sconsiderati e la solita massa di trascinati.

Parlano tanto di crisi economica, ma di quella del pensiero non abbastanza. Viviamo ogni giorno sulla nostra pelle questa dimensione nichilista, in cui la gente vaga nel buio preda di vecchi ricordi e nostalgie. Abbiamo tante idee, ma poche sono davvero nostre. Siamo un Paese antico, ma le ideologie solo culti dimenticati. I nostri avi hanno costruito e progettato il loro futuro, noi viviamo alla giornata. E’ un po’ come se da dopo la guerra vivessimo tutti come capponi nelle mani del macellaio: ci feriamo a vicenda, ma non pensiamo che esiste un’altra razza a incatenarci.

Dopo la solita valanga di cose già dette, si sente l’esigenza di costruire qualcosa di nuovo e solido, una struttura che ci insegni a vivere, perché ora pestarci in piazza sembra l’unico modo per sentirci vivi.

Per ora Benvenuto nel vecchio gioco del Rosso e Nero, premi START ed incominica. Log-in in Italia.

© All rights reserved

6 commenti

Archiviato in Attualità, l'Italia che verrà

Appello per la cultura in Lombardia

Giulio Cavalli,  attore, scrittore, regista e consigliere regionale candidato indipendente nella lista di IDV in Lombardia sta raccogliendo firme contro la nuova manovra pro-ignoranza: finanziamenti tagliati a 29 fondazioni culturali lombarde.
Nel frattempo la giunta boccia il provvedimento per diminuire le spese per le auto blu, incrementandole alla modesta cifra di 72 milioni. Altri fondi da ricordare sono quelli stanziati in favore dell’istruzione – fondi troppo giusti per essere veri -. Infatti è stato stimato che di questi soldi l’80% sia dato come rimborso alle rette degli studenti di scuole private, ovvero 44 milioni su 51 milioni e 850 mila euro stanziati nel 2011.

“Con i tagli alla cultura si concima l’ignoranza per gestire meglio il consenso” – dichiara Giulio Cavalli “E’ ora che il mondo della cultura si faccia sentire uscendo dal ruolo di pubblico passivo in una regione che rischia di perdere enti d’eccellenza coma la fondazione Triennale di Milano, il Museo nazionale di Scienza e tecnologia e l’Istituto per la storia dell’arte lombarda solo per citarne alcuni”.

“Chiediamo a tutti di sostenere e rilanciare il più possibile questo appello, anzitutto alla giunta Formigoni, affinché vengano dati da subito i necessari sostegni e l’indispensabile programmazione al settore culturale lombardo”.
La Raccolta Firme.

5 commenti

Archiviato in Attualità, Milano