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Grillo, il messia. Un altro!?

Forse è vero quello che ha detto un mio amico: quando è stato sbattuto fuori per una battuta di troppo, si è incattivito. Dal giorno del famoso V-day è ritornato e cerca vendetta. Una visione più semplice del famoso personaggio della rete di quello che vedono certi dietrologisti, dove il comico-politico è impegnato a sovvertire l’ordine mondiale, pedina della Casaleggio, mano invisibile della massoneria marchio Rothchild.

In ogni caso è un dato di fatto che il team dietro Grillo faccia un ottimo lavoro ed il comico accresca i successi. Ad ogni discorso ripete la sceneggiata dichiarandosi l’unica scelta in una realtà di corrotti, magari chiudendo il discorso buttandosi con un canotto nel bagno di folla (non più metafora del successo). Lui è l’unico pulito, il fulcro del movimento, il burattinaio, ed è amato da tutti. Ricorda qualcosa?

Grillo usa un copione vecchio, recita come personaggio dominante ed alimenta il fuoco del risentimento. E’ un po’ la storia dell’Italia, delle sue eterne spaccature, mai sanate perché è sempre più comodo sfruttarle per muovere la gente affamata. Perché non è vero che quando scoppia la crisi la gente si ribella e lotta per la giustizia, è proprio nella crisi che l’istinto prende il sopravvento.

Cos’è Grillo davvero? Di certo risulta strano o buffo discutere con un grillino e stabilire con estrema facilità un confronto con questi ed un berlusconiano qualsiasi. Non importa, infondo, di quali parole riempi il discorso, alla fine l’italiano amerà sempre il suo Padre e la sua religione. Credere senza riserve e combattere fino alla fine l’altro, direi che questo ci rende italiani da Sud a Nord.

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Follie preferenziali

Continuano i pestaggi in ogni regione d’Italia, perché i motivi sono tanti. Dalle nuove infrastrutture ai soliti tagli. Cariche di polizia, azioni di blackblok sconsiderati e la solita massa di trascinati.

Parlano tanto di crisi economica, ma di quella del pensiero non abbastanza. Viviamo ogni giorno sulla nostra pelle questa dimensione nichilista, in cui la gente vaga nel buio preda di vecchi ricordi e nostalgie. Abbiamo tante idee, ma poche sono davvero nostre. Siamo un Paese antico, ma le ideologie solo culti dimenticati. I nostri avi hanno costruito e progettato il loro futuro, noi viviamo alla giornata. E’ un po’ come se da dopo la guerra vivessimo tutti come capponi nelle mani del macellaio: ci feriamo a vicenda, ma non pensiamo che esiste un’altra razza a incatenarci.

Dopo la solita valanga di cose già dette, si sente l’esigenza di costruire qualcosa di nuovo e solido, una struttura che ci insegni a vivere, perché ora pestarci in piazza sembra l’unico modo per sentirci vivi.

Per ora Benvenuto nel vecchio gioco del Rosso e Nero, premi START ed incominica. Log-in in Italia.

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