Archivi tag: Film fantascienza

La Guida Galattica ai Gioielli Dimenticati della Fantascienza audiovisiva: Parte I

Cosa sono i Gioielli Dimenticati della Fantascienza? Sono tutti quei film che hanno segnato un’epoca in silenzio e forse con più modestia di tanti altri film. Sono quei film dimenticati dal grande pubblico e a volte bistrattati dalla critica specialistica. Il mio intento è di scavare a fondo in quello che secondo me è una delle storie più interessanti del cinema, quella, appunto della fantascienza o science fiction, per riportare a galla, tolta quella patina di polvere storica che necessariamente si deposita sulle cose che dimentichiamo, una serie scremata (ahimè) di titoli significativi e un po’ al limite nel panorama del genere sopracitato. Genere che, è bene ricordarlo, è un genere-contenitore per eccellenza, aperto a svariate ed eterogenee influenze sia a livello stilistico che contenutistico.
Qui non prenderanno posto i Grandi Classici per il semplice motivo che tutti li conoscono e tutti li apprezzano. Vogliamo che i film riportino ancora un po’ di discordia tra gli uomini di questo piccolo Pianeta.
Infine cercherò di non dilungarmi troppo nelle analisi dei singoli titoli per lasciare più spazio alla curiosità e alla ricerca del lettore.

Brazil (1985) di T. Gilliam
Brazil è l’illusione che diventa forma. Brazil è la realtà distorta che diventa sogno. Brazil è un mondo di burocrati e di vedove. Brazil è un mondo di numeri e pratiche, di super-idraulici, di mostruosi samurai, di gabbie sospese, di fattorini con voce da operetta, di camere di tortura e di Sam Lowry. Brazil, opera magnum di Gilliam, il creatore dei geniali e dissacranti sketch animati nel Flying Circus dei Monty Python, riprende e porta agli estremi limiti quel corpus di idee e suggestioni (e anche parte del cast) presenti in Time Bandits (1981), sicuramente minore nella sua filmografia.
Cosa fa di Brazil un Gioiello Dimenticato? E’ la sua estrema ambiguità, il suo dispiegarsi in una trama  tra dimensione onirica e reale, il rifarsi a un romanzo come 1984 di Orwell (e Brazil ne incarna più il contenuto che lo stile) in chiave tragicomica e grottesca, riuscendo a stare magnificamente in bilico nonostante tutte le premesse facessero presagire il contrario. Dunque un film miracolato.
Musiche divine di Michael Kamen (cercate la O.S.T.!) e una stupenda interpretazione di Pryce, forse la migliore della sua carriera.

La Jetée (1963) di C. Marker
Chris Marker, che arriva dal mondo del documentario (che sfiora anche lo sperimentale), dirige questo struggente e cupo film costruito a partire da immagini fisse (tranne che per una brevissima ma nodale scena). Sarà il fascinoso bianco-nero, sarà una voce-off particolarmente ispirata e coinvolgente, sarà la sceneggiatura che mescola viaggi nel tempo, una catastrofica autodistruzione della civiltà umana di cui vediamo solo gli effetti, una storia d’amore che si fa strada tra le pieghe dello stesso spazio-tempo del protagonista,  sarà tutto questo che colloca a buon diritto il film nei Gioielli Dimenticati. Gilliam ne farà una sorta di remake con L’Esercito delle Dodici Scimmie, ma senza raggiungere le vette artistiche della matrice originale.

Nirvana (2000) di G. Salvatores
Nei Gioielli Dimenticati trova persino posto un buon film di fantascienza dove recita Diego Abatantuono. Salvatores, regista nostrano celebre per le sue frizzanti e intelligenti commedie sfida il circuito commerciale italiano tentando un vero salto nel buio: dirigere un film pesantemente debitore del genere cyber-punk, di certe suggestioni alla Blade Runner, e condirlo con la commedia all’italiana moderna. Possiamo senza paura di essere smentiti dire che l’esperimento sia riuscito non soltanto soppesando con maestria i precari equilibri di storie,  stili e contenuti  eterogenei che si intrecciano ma con una scelta di cast e scenografie notevoli (ricordiamo solo Soldini e Rocca). L’unica nota stonata è l’interpretazione sottotono e monolitica dell’Highlander Lambert.

ExistenZ (1999) di D. Cronenberg
Realtà e illusione videoludica stanno alla base di ExistenZ, film cronenberghiano tra i più ispirati e avvincenti. In un convegno per la presentazioni di un videogioco parecchio atteso dai fans del genere, un gruppo di persone prende parte al testing e l’inventrice, Allegra, si infila nella spina dorsale una bio-porta . Ma un terrorista contrario allo spirito dei videogame le spara con una pistola composta di ossa umane. La salvano e scappano da uno scienziato dove riesce a ricomporre il pod necessario al collegamento. Ma non tutto ciò che sembra vero e buono lo è veramente…
Senza la spettacolarità di certi film che hanno abusato del tema “realtà virtuale” Cronenberg ci infila dentro temi come l’orrore derivato dalle cose più disgustose (tema ricorrente nella sua filmografia), ma sempre con verve grottesca e ironica che attrae più che respingere. Il sottile confine che qui C. strappa del tutto, tra reale e illusione conferisce al film un’aura di fantasmagorica sostanza, un allucinato teatrino tra comparse.

Viaggio Allucinante (1964) di R. Fleischer
Per salvare la vita a uno scienziato con aneurisma al cervello che conserva un vitale segreto militare, una equipe di tecnici specializzati in vari campi decidono di
miniaturizzarsi dentro un sommergibile con oblò panoramico per poterlo operare dall’interno.
Gioiello Dimenticato che ha dalla sua una forte componente avventurosa, supportata da ottimi effetti speciali e una buona dose di suspence. I personaggi sono solidi ma soffrono di schematismo. Di certo la geniale idea di portare il mistero e il fantastico all’interno del corpo umano, ci porta a considerare da un punto di vista “alieno”, una delle cose che dovremmo conoscere meglio, quella dimensione intima e inviolabile che ci fa propriamente considerare essere umani.
Il film piacque anche ad Asimov, uno dei padri fondatori della science fiction moderna, tanto che trasse dalla sceneggiatura, un libro piuttosto notevole e appassionante.

Lascia un commento

Archiviato in Filmologia